Famiglia Galiano


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La sculacciata

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LA SCULACCIATA.

Avevo appena 8 anni quando Lino aveva deciso di lasciare il collegio dove aveva vissuto per 9 anni, al momento ne aveva 18. Il mio rapporto con lui, fino a quel momento, era piuttosto distante, un fratello e una sorella che si vedevano 3 volte l’anno ( Natale, Pasqua e a volte in estate) con età diverse, con interessi diversi, non c’era quindi quella affettuosità e confidenza che caratterizzava invece il rapporto con gli altri fratelli e sorelle.
Ricordo che un giorno stavo prendendo in giro una delle sorelle più piccole di me perché frignava e faceva i capricci, le stavo facendo la cosiddetta burla, la imitavo nei gesti, nelle urla e nelle smorfie.
Lino che aveva assistito alla scena mi ha ordinato di smetterla di prenderla in giro, ma io non curante, ho continuato in questo mio divertimento, finché ad un certo punto mi ha minacciata, se non avessi smesso immediatamente mi avrebbe sculacciata.
La parola “sculacciata” mi era sconosciuta, almeno fino a quel momento, perché quando noi piccoli facevamo i monelli al massimo sentivi dire “guarda che prendo il cucchiaio delle fave e te le do”. Cosi gli chiesi il significato di quella parola, lui mi rispose semplicemente che mi avrebbe presa, messa sulle sue ginocchia, abbassato le mutandine e schiaffeggiato il sederino fino a farlo diventare rosso.
Incredula mi sono messa a ridere e l’ho sfidato dicendo che non ne sarebbe stato capace, mi sembrava infatti una cosa troppo assurda.
Lui non se l’è fatto ripetere due volte, mi ha presa, messa sulle sue ginocchia, abbassato le mutandine e con le sue mani pesanti ha cominciato a sculacciarmi.
Io continuavo a ridere un po’ per reazione un po’ perché mi sembrava tutto cosi assurdo, più io ridevo e più lui mi menava.
Non ho mai raccontato a nessuno di questa sculacciata “ meritata”.

Giusy



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