Famiglia Galiano


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La bandiera bianca

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LA BANDIERA BIANCA.

“Mà, mi tai ‘na pezza bianca?”
Questa fu la richiesta fatta da me, fanciullo di nove anni, alla mamma. Non ricordo da quale impulso nasceva questa esigenza. Eppure non c’era in casa la tv, né sentivamo la radio per poter dire che era stato condizionato.
Fatto sta che insistetti e lei mi disse che non v’era nessun pezzo di stoffa bianca tra i tanti residui del laboratorio sartoriale di papà, arrangiato nella sala d’ingresso della modesta casa.


Rovistai anche io nello scatolone e nel grande cassetto del bancone da lavoro. Niente.
Voglio costruire una bandiera bianca – ripetevo a me stesso.
Quel giorno mi frullava in mente quell’idea strana, chissà come e perché. Me lo sono sempre chiesto.

Il pezzo di stoffa bianca non si trovava? E allora mi concentrai e trovai la soluzione. A sua insaputa, presi le forbici, quelle grandi di papà, andai vicino al mio letto e zac, zac, zac, tagliai una bella fascia lungo i lembi del mio lenzuolo …bianco.

La fissai ad un’asta di legno che mi ero procurata e corsi nel vicoletto ripetutamente, facendola sventolare.

All’indomani la mamma, nel rifare il letto, si accorse del disastro che avevo combinato con quella mia strana fissazione. Mi rimproverò. Ma io non ne afferrai il senso, né la gravità dell’atto: avevo nove anni, l’età del mondo fantastico e delle avventure, i cui sprazzi avverto ancora… in età adulta!


Angelo (Lino) Galiano



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