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HA PERSO LA TESTA CON I LIBRI.
Venire a Oria per incontrare i parenti che villeggiavano nelle loro campagne per noiera una grande cosa e non vi dico l’entusiasmo della mamma quando vedeva comparire da lontano il castello e la parte più alta di Oria: emetteva un sospiro di sollievo. Ho tanti ricordi di quelle estati e dei familiari. Conservo nella mia memoria un aneddoto che vi voglio raccontare.
Eravamo in campagna di zio Cosimicchio, a Oria.
Un giorno mia madre, Luisa Galiano, conversava con sua sorella Teresina, mentre io e i cugini stavamo nei pressi.
Nella stanza attigua, Elio, il nostro caro cugino Elio, passeggiando, ripeteva ad alta voce alcuni concetti filosofici, astratti e incomprensibili per loro, ma congruenti per gli studi che lui conduceva. Le due sorelle, nel farci caso, si guardarono in volto un po’ impacciate e interruppero la conversazione.
Il disagio cessò e si tramutò in convinzione quando Elio, entrando e mostrando loro una banconota da 10.000 (falsa), disse seriamente: “Io di questi soldi non so che farmene! Vedete? Li strappo”
E così fece.
Le sorelle, allarmate, (integrazione di Anna Spina: memori anche di un giovane studente in medicina che villeggiava nei pressi - S. Pepe - e che era esaurito per l’eccessiva applicazione allo studio) conclusero: “Uè, ma stu vagnoni è persu veramenti la capu cu sti libri: segna cu lu dicimu a Cusimicchiu”.
Ogni volta che ricordo quel periodo oritano, mi viene in mente Elio, il cugino burbero e simpatico (v. nel sito, Fiabe “Elio racconta” e Scampoli di vita vissuta “ Vicino alla casupola di zia Teresina”).
riportato da Angelo Galiano
testimonianza orale fatta durante il 1° raduno dei Galiano – 2005 da Sandro Pascali di Brindisi