Famiglia Galiano


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Galiano Michele

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GALIANO MICHELE
(02/11/1913 – 15/02/1982)

Soprannome “Pitocco”
Figlio di Giuseppe Cosimo Damiano di Angelo e di Fedela Pasqualina Carbone


Nato in Oria, ha svolto l’attività di agente ferroviario, muratore e benzinaio. Burbero e pragmatico, spesso introverso e intransigente. Ha avuto sei figli da due mogli esemplari.

01.

Nascita: a Oria il 02/11/1913 e battezzato in Cattedrale il 13 /11/1913.

02.

Sesto dei seguenti fratelli e sorelle: Luciano Francesco di Paola (dec, inf.), Francesca Dolorosa Petrina, Luciano Andrea, Angelo Cosimo Damiano, Cosimo Antonio, Michele, Giovanna Vincenza, Pasquale Antonio, Luisa Teresa, Vincenzo Genesio.

03.

Grado di istruzione:

04.

Stato civile: coniugato

05.

Descrizione fisica: h 165 cm, occhi e capelli castani, baffetti, deviazione al setto nasale, costituzione fisica asciutta, segno zodiacale scorpione.

06.

Servizio militare:

07.

Matrimonio: 1°: in Cattedrale il 23/07/1936 con Rossano Realina Santa fu Giovanni di Paziente e fu M. Carmela Carmeliti (ex ignotis), lui celibe muratore, lei casalinga n. 20/04/1916. Padrini Attanasi Cosimo e Moretto Vincenzo (archivio Cattedrale f. 23, n. 54 – anno 1936). Lei deceduta. a 31 anni il 06/08/1947, ”viatico refecta e nutione roborata”; 2°: Vedovo, sposa il 01/03/1948 Iannini Giulia di Antonio e di Anna….

08.

Figli: Dal primo matrimonio: Carmela Giuseppa (1937) cgt. con D’Onofrio Nicola, carabiniere, da cui è nata Gabriella; Elena (1939), casalinga, cgt. con Iunco Erminio, operaio, da cui sono nati Alina (1960), Giulia (1965) e Francesco; Giovanni (1944 – 1991), carabiniere, cgt. con Lorusso Iolanda, casalinga, da cui sono nati Alina e Michele. Dal secondo matrimonio: Giuseppe (20/03/1949), finanziere, cgt. con Sedala Antonietta, da cui è nato Michel; Antonio (03/03/1951), orafo, cgt. con Stifani Similda, da cui è nato Simone (1979); Realina (29/06/1957), impiegata, cgt. con Della Porta Cosimo, impiegato, da cui è nata Giulia.

09.

Attività preminente o mestiere svolto: prima del 1947 come muratore. poi come agente militare ferroviario e di nuovo come muratore, benzinaio ed infine muratore. Il sig. Cosimo Donatiello di Oria mi ha confidato che la famiglia Donatiello aveva dei rapporti di vicinato con i coniugi Michele e Realina intorno agli anni Quaranta, in quanto confinante con la campagna di Realina, in contrada Spelonci, vicino a S. Cosimo alla Macchia. Michele, con l’aiuto di qualche fratello o nipote, avrebbe costruito la casetta, estraendo lui stesso da una piattaforma tufacea insistente nella stessa campagna (in dialetto”tagghiata”) i blocchi di tufo con un sistema semplice e tradizionale. Nel completare la volta a stella e nell’atto di mettervi la “pietra di volta”, vi inserì nella fessura due immaginette dei santi Medici (consuetudine messa in atto dai muratori del luogo preposti alla costruzione di case dalle volte tradizionali, spesso aggiungendovi l’uovo, per ingraziare la protezione dei santi sulla famiglia committente). Un aneddoto raccontato dalla sorella Luisa: dopo l’armistizio del 1943, da militare scampò all’inseguimento dei tedeschi superando un reticolato e fingendosi morto; rialzatosi, ebbe la visione di una sagoma somigliante a S. Francesco di Paola. Lasciata tale attività per assistere la moglie gravemente malata per tubercolosi, dovette ripiegare facendo il muratore. Ha lavorato nei primi tempi a Brindisi andando con la bicicletta e fermandosi spesso da suo zio Cosimicchio a Mesagne. Muratore esperto in costruzioni di case tradizionali con volte a stella, a botte, a cielo di carrozza; come mastro ha partecipato alla costruzione dei portici presso il Santuario di S. Cosimo alla Macchia e del Parco Montalbano, oltre ad aver costruito case private. La sua lunga esperienza nel tagliare i tufi (allora a mano con la “mannara”), gli consentì di soddisfare molte richieste per costruire forni, incamiciare con blocchi tufacei i pozzi di acqua sorgiva, scolpire “pile e piledde” in tufo da collegare col pozzo, piastrellare pavimenti e bagni. Ha gestito un impianto di benzina in via Mario Pagano dal 1960 al 1967.

10.

Associazioni frequentate:

11.

Hobby, abilità e tratti della sua personalità: burbero, pragmatico, coglieva il senso ironico delle cose, ma anche taciturno,introverso, intransigente con i figli. Custodiva un vecchio fucile ereditato dal padre Peppino, col quale raramente andava a caccia.

12.

Testamento: nessuno

13.

Residenze: vico Gaspare Papatodero, via Beneficio 13; villeggiava negli anni Quaranta in una campagna ereditata dalla moglie Realina in contrada Spelonci, nei pressi di S. Cosimo; alla morte di questa, il fondo fu venduto a Cosimo Delli Santi (Scatorcia).

14.

Decesso: il 15/02/1982 per enfisema polmonare; tumulato nella cappella di Orsini Galiano.

15.

Fonti storiche e oggetti personali: fonti orali e scritte dei figli Elena, Giuseppe e Realina, della sorella Luisa, del fratello Vincenzo, Cosimo Donatiello (78 anni), conoscenza diretta del compilatore della scheda Angelo Galiano, nipote (2010). Si allegano parte di un manoscritto e due foto inerenti il suo mestiere preminente.

     

     

     

     
     

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