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GALIANO (GALLIANO) LUCIANO BARSANOFIO MICHELE |
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Figlio di Angelo Galiano di Michele e Giovanna Scarciglia di Cosimo
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Nato a Oria, primogenito tra 12 fratelli e sorelle: Luciano Barsanofio Michele, Elena Maria Dolorosa, Elena Dolorosa Stefania, Giuseppe Cosimo Damiano, Elena Maria Concetta Immacolata, Pasquale Emanuele Salvatore, Michele Francesco Di Paola, Michele Barsanofio, Luisa Assunta, Cosimo Damiano, Francesco Di Paola, Teresa Di Gesù; probabilmente avrà frequentato le scuole d’ avviamento, pronto nel calcolo matematico e incline allo studio, celibe; arruolato nell’Esercito, col grado di Sergente, partecipò alla guerra d’Africa nel 1896, esattamente nella battaglia di Adua, nelle località di Adigrat, Edagamos (EDAGA-AMUS o IDAGA-HAMUS) - altopiano di Adua - ed Abba Garima. Fu ritenuto disperso in quest’ultima località collinare che segnò la disfatta dell’Esercito Italiano. |
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01. |
Nascita: il 25/04/1876 a Oria; Battesimo: il 27/04/1876 (Archivio Cattedrale Oria) |
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02. |
Primogenito di 12 fratelli e sorelle: Luciano Barsanofio Michele, Elena Maria Dolorosa, (dec. inf.), Elena Dolorosa Stefania (dec. inf.), Giuseppe Cosimo Damiano, Elena Maria Concetta Immacolata, Pasquale Emanuele Salvatore, Michele Francesco Di Paola (dec. inf.), Michele Barsanofio, Luisa Assunta, Cosimo Damiano, Francesco Di Paola (dec. inf.), Teresa di Gesù. |
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03. |
Grado d’istruzione: probabilmente frequentò le scuole di avviamento |
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04. |
Stato Civile: Celibe |
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05. |
Descrizione fisica: capelli corti e scuri, colorito bruno, sguardo vivo e penetrante, naso aquilino, segno zodiacale Toro |
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06. |
Tratti della personalità/aneddoti: le notizie tramandate oralmente sono scarse. Suo fratello Giuseppe (più grande degli altri fratelli, quattordicenne quando Luciano partì militare), raccontava che tutti ammiravano Luciano per la sicurezza nelle operazioni aritmetiche, l’ordine nello spazio grafico, la calligrafia, per l’inclinazione allo studio: il direttore didattico di allora, Achille Spezi, avrebbe consigliato il padre di Luciano di farlo proseguire negli studi o nella vita militare. |
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07. |
Servizio militare: arruolato nella fanteria nazionale? Cavalleria? (Caserma Perlucchetti di Milano? Reggimento Volturno? Verificare per Volturno in quale raggruppamento, poiché le coordinate sono diverse (Dal libro: Sala storica – Il nostro 3° “Volturno” ed. luglio 2002, a pag. 10 si legge: 2^ cp Eritrea (1895-96) (28 da fortezza): concorre alla formazione delle btr 3^ 4^ 5^ impegnate ad Adua; 1^ cp (4^ da fortezza): Eritrea (1895/96) concorre alla formazione 3^btr presente ad Adua. Non avendo nessuna documentazione in famiglia, chi vuole indagare può seguire questi indizi presso la caserma Perlucchetti di Milano, presso il Reggimento Volturno di Portogruaro o presso l’archivio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano – Roma. |
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08. |
Da una riproduzione del suo volto eseguita a matita e racchiusa in un ellisse, basandosi su una foto, si hanno preziose informazioni riportate oltre i bordi del contorno, forse tratte da documenti pervenuti alla famiglia che annunciavano che era ritenuto disperso in Africa in seguito alla campagna di Adua: “Adigrat 4/2/1896, Edagamos …2/1896, Abba Garima 1/3/1896”. In sintesi: dopo un breve corso, con il grado di Sergente nella Fanteria Nazionale, partiva da Napoli con destinazione Eritrea-Etipia. Alla famiglia di sicuro sarà stata data la comunicazione da parte del comando militare della fine del sergente Luciano, poiché se non è reperibile il documento, quantomeno disponiamo del ritratto eseguito a matita da I. Aschivamteur o meglio I. Ascbwamterz ( tale disegno, rispetto alla foto ritoccata pare sia più rispondente alle sue vere fattezze, conoscendo quelle dei fratelli). Esso riproduce le tre date con i luoghi di battaglia e le relative medaglie (non riporta però il luogo e la data delle battaglie di Amba Alagi con Toselli e Macallè con Galliano –dicembre 1895 e gennaio 1896): riteniamo sia una fonte documentaria molto preziosa. Probabilmente fu commissionato dalla famiglia nell’intento di ricordare la sfortunata esperienza di Luciano in occasione della ripresa di Adua durante il Ventennio Fascista: in tale occasione – ricorda qualche anziano - vi fu nella piazza di Oria una solenne celebrazione in cui furono esposte le immagini di Luciano e degli eroi della battaglia di Adua del 1896. Il disegnatore avrà riportato, a posteriori, quanto di ufficiale si sapeva, compresa l’effigie della medaglia istituita per la campagna di Adua, riscontrabile sulla litografia (Ronchi di Milano) dedicata al ten. col. Giuseppe Galliano (a lui fu dedicato un liquore a base di erbe dal color giallino, il ”liquore GALLIANO”, le informazioni su questo liquore possono trovarsi nel ramo genealogico, scheda C 1). Il fratello Giuseppe riferiva ai figli e ai nipoti di aver saputo da un superstite oritano, Cosimo l’africano, testimonianze che confermavano le vessazioni fatte ai prigionieri e su un particolare delle ultime ore del Nostro, velato di mistero e fantasia (?), secondo cui, in seguito alla disfatta di Adua, Luciano e il suo compaesano, non sapendo dove andare, avrebbero scelto, l’uno rispetto all’altro, direzioni opposte da seguire, Luciano avrebbe detto: “Tu vai di là? Io invece dalla parte opposta. Ciascuno segua il proprio destino”. Quest’ultimo , considerando l’efferatezza del nemico, andò incontro alla morte. Ufficialmente Luciano fu dichiarato disperso. Rimangono in noi alcuni interrogativi: il corpo militare in cui era arruolato, la data della partenza in Africa, la brigata e la colonna a cui fu assegnato, se ha avuto l’onore di combattere nella stessa colonna dell’omonimo ten. col. Giuseppe Galliano, gli ultimi giorni della sua esistenza. Tali curiosità potrebbero essere approfondite seguendo le tracce indicate all’inizio di questo paragrafo. Al di là di questo, la sua morte per la famiglia fu un duro colpo ed il ricordo affettuoso di questo prozio che ha donato la sua vita alla Patria (per l’espansionismo coloniale!...) è rimasto a lungo nella memoria dei nipoti e pronipoti ( vedi aneddoto " La santa Monica"). |
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09. |
Matrimonio: // |
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Figli: // |
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11. |
Attività professionali preminenti o mestiere svolto: // |
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12. |
Associazioni frequentate, religione: // |
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Hobby e abilità varie: v. paragrafo 6. |
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Testamento: // |
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Residenze: // |
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16. |
Decesso: 1 marzo 1896, ad Abba Garima, Etiopia, durante l’omonima battaglia detta globalmente “Adua”. Non si sa nulla dei suoi resti mortali. Esiste, per i più fortunati, un Ossario dei caduti di Adua a Daharò Conat presso Adi Quala, inaugurato dal re Vittorio Emanuele III il 3/10/1933. |
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17. |
Fonti storiche e oggetti personali. Fonti scritte: il fratello Peppino conservava in un quadro la foto a mezzo busto realizzato dallo studio fotografico di Giuseppe Cappiello, via Antonio Villani, 43, Napoli. Luciano era ripreso in divisa militare, portava al colletto una stelletta e al petto la medaglia di Vittorio Emanuele II, medaglia riscontrabile anche sul petto del ten. col. Giuseppe Galliano ( entrambi deceduti nella battaglia di Adua); sotto il vetro, di lato era conservata una mostrina nera e un ritaglio di un giornale riproducente l’immagine del ten. col. Giuseppe Galliano. All’esterno era appeso un casco coloniale applicato in una data successiva, ora conservato da Cernilia, la nipote di Cosimo reduce dalla campagna di Libia. Tra i documenti, il fratello Peppino conservava un ritratto a matita descritto ampiamente nel paragrafo 6; possedeva anche una copia litografata, a mezzo busto realizzata dalla ditta Ronchi di Milano, riproducente il ten. col. Giuseppe Galliano che si fregia di 4 medaglie ( una copia simile è conservata dalla figlia della sorella Teresina, Giovanna). I documenti posseduti dal fratello Peppino possono essere consultati presso il nipote Angelo. Testi consultati: ERITREA ETIOPIA A.O.I. Africa Orientale Italiana – Immagini di Storia ed. Italia febbraio 1994; Atti della Sala Storica Il Nostro 3° “Volturno” editi dal Comando del 5° Reggimento Art. Ter. “Superga” – Caserma Capitò Portogruaro, 2002. Fonti orali: informazioni date nel tempo dal fratello Peppino ai figli. |
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