Famiglia Galiano


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Galiano Giuseppe Cosimo

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GALIANO GIUSEPPE COSIMO DAMIANO
(1881 – 1956)

Soprannome: “Pippinu Pitocco

figlio di Angelo Raffaele Galiano e Giovanna Scarciglia

Nato a Oria, quarto fra dodici fratelli e sorelle: Luciano Barsanofio Michele, Elena Maria Dolorosa (dec.inf.), Elena Dolorosa Stefania (dec.inf.), Giuseppe Cosimo Damiano, Elena Maria Concetta Immacolata, Pasquale Emanuele Salvatore, Michele Francesco di Paola, Michele Barsanofio, Luisa Assunta, Cosimo Damiano, Francesco di Paola, Teresa di Gesù.
Frequentò la scuola dell’obbligo. Svolse diverse attività: cocchiere, infermiere, vigile urbano. Infermiere per pochi mesi nel 1914 e nel 1920 a New York. Partecipò al conflitto bellico come bombardiere e come infermiere. Si intendeva di scherma e di unguenti preparati in casa seguendo ricette della medicina classica, sapeva preparare fuochi d’artificio, era cacciatore, suonava l’organetto bandoneon.
Dalla sarta Fedela Pasqualina Carbone ebbe nove figli: Luciano Francesco di Paola, Francesca Dolorosa Petrina, Angelo Cosimo Damiano, Cosimo Antonio, Michele, Giovanna Vincenza, Pasquale Antonio, Luisa Teresa, Vincenzo Genesio.

01.

Battesimo: (libro XVI pag.483 n.65 Archivio Cattedrale Oria) il 19/3/1881 (n.15/3/1881) c/o Catt.Oria. Padrini: Saverio Oggiano e Maddalena Oggiano. Ost.ca: Vecchio Pasqualina.

02.

Quarto di dodici fratelli e sorelle: Luciano Barsanofio Michele (dec. in guerra d’Africa - Adua, 1896) , Elena Maria Dolorosa (dec. inf.), Elena Dolorosa Stefania (dec. inf.), Giuseppe Cosimo Damiano, Elena Maria Concetta Immacolata, Pasquale Emanuele Salvatore, Michele Francesco di Paola (dec, inf;), Michele Barsanofio, Luisa Assunta, Cosimo Damiano, Francesco di Paola (dec. inf.), Teresa di Gesù.

03.

Grado d’istruzione: frequentò la scuola dell’obbligo. Un attestato delle Scuole Primarie di Oria documenta l’11//8/92 la frequenza della classe 2^ e l’idoneità col punteggio di 25/30 negli esami di promozione (doc.1). Non si sa se conseguì la licenza.

04.

Stato civile: coniugato.

05.

Descrizione fisica: altezza cm 180, peso kg 80, capelli castani e lisci, occhi castani, colorito bruno, dentatura sana (da anziano protesi dentaria superiore), cicatrice alla fronte, da adulto cicatrice alla mano, naso aquilino, segno zod. Pesci.

06.

Servizio militare: conserviamo la copia originale del suo foglio matricolare n.8252 che ci fornisce molte informazioni: soldato di leva 3^ categoria, in congedo ill. 13/7/1901; congedato, fece l’infermiere presso il dr. Russo; chiamato alle armi, dal giugno 1915 al 23/10/1916 in qualità di infermiere nel 9° Regg.nel 9/2/1916 con servizio nel 269^ batt. M.T di Brindisi, poi nel Deposito del 10^ Regg. Fanteria, il 4/11/1916 nella scuola bombardieri 36^ art. 7 Compagnia; il 18/12/1916 in territorio bellico, nella 41^ Batteria Bomb. 8^ Raggruppamento; il 22/6/1917 nel 30^ Regg. Artiglieria da Campagna; il 2/1/1917 nel Deposito Bomb. di Scandiano, licenza ill. 18/12/1918, nella Milizia Territoriale del Distretto di Lecce; Campagna di Guerra 1916, Campagna di Guerra 1917. Il Regio E.I. 8^ Raggr: Bombardieri lo autorizza a fregiarsi del distintivo. Il Regio E.I. Comando Deposito Bombardieri Ufficio Matricola lo autorizza a fregiarsi, oltre al nastrino/distintivo, di n. 2 stellette, mentre, nell’attestato su cui è allegata una medaglia, si legge: “bombardiere del re Vittorio Emanuele III”. Ebbe anche l’attestato con croce di guerra della 3^ Armata e croce di bronzo per merito di guerra.. Conserviamo una foto scattata con due commilitoni del 41^ Batteria 8^Regg. 3^ Armata , una cartolina proveniente dal Dep. Bomb. 3^ Compagnia permanente zona di guerra. una foto di gruppo con commilitoni.

07.

Matrimonio: c/o Catt. di Oria il 1901 con Carbone Fedela Pasqualina di Cosimo di Antonio e Greco Cristina di Damiano.

08.

Figli: Luciano Francesco di Paola (1902- 1984, sarto), cgt. Grassi Amelia; Francesca Dolorosa Petrina (1904-1979, sarta, tabacchina), cgt. Latorre Damiano; Angelo Cosimo Damiano (1908-1991, calzolaio), cgt. Zentilini Luisa e D’Alessano Anna; Cosimo Antonio (1911-1978, vigile), cgt. Manisco Cernilia e Saccomanno Antonia; Michele (1913-1982, muratore), cgt. Rossano Realina Santa e Iannini Giulia; Giovanna Vincenza (1916-1999, casalinga e invalida), nubile; Pasquale Antonio (1919-1986, sarto, benzinaio), cgt. Natale Francesca; Luisa Teresa (1921, casalinga), cgt. Orsini Vito Antonio; Vincenzo Genesio (1925, sarto), cgt. Spina Teresa.

09.

Attività professionali preminenti o mestiere svolto: cocchiere, infermiere presso lo studio del dott. Adolfo Russo in Oria e l’ospedale Martini di Oria (1904-1915, con fasi alterne); nel 1914 (sei mesi) infermiere a New York presso l’ospedale Savini in Washington Square; giugno 1915-1916: arruolato con le mansioni di infermiere nel 9^ Regg. Fanteria con sede in Brindisi; durante le campagne belliche fante, bombardiere; tra il 1918 e il 1921 ebbe un lavoro precario, a questo tempo risale un concorso per agente di investigazione; a novembre del 1920 fu in America a New Jork per lavorare come infermiere; 1/6/1921 – 6/4/1922 vigile urbano provvisorio, 7/4/1922 – 30/9/1949 vigile urbano di ruolo, 5/7/1947 vigile urbano scelto, 30/9/1949 in pensione. La situazione finanziaria era modesta, poiché Giuseppe aveva un unico reddito, una famiglia numerosa e nessun bene immobiliare, la moglie in età giovanile faceva la maestra di taglio e cucito e in età adulta si industriava a filare il cotone.

10.

Associazioni frequentate, religione: iscritto all’Arciconfraternita della Morte, rel. cattolica.

11.

Hobby, abilità varie e tratti della sua personalità: sapeva andare a cavallo: di lui si racconta che avendo notato in via M. Pagano un cavallo che correva a briglie sciolte costituendo un serio pericolo per le persone, riuscì a salire sulla sua groppa e, superata la pericolosa curva di via Torre, fu abile nel domarlo. Se ne intendeva di scherma (possedeva una sciabola e un testo di scherma), era un buon cacciatore: Facendo tesoro delle esperienze infermieristiche acquisite nello studio del dott. Russo, sapeva preparare unguenti, curare e medicare ferite, da giovane faceva le iniezioni a domicilio. Si dilettava a preparare fuochi d’artificio per farli brillare in campagna durante la villeggiatura. Suonava l’organetto ( in casa e in campagna - c/da Maggiannulo - del dott. Russo suonava l’organetto/bandoneon proponendo serate danzanti; in casa Russo veniva chiamato “Pippinanni” – Giuseppe grande e alto – per distinguerlo dal loro figlio adottivo Giuseppe Palazzo “Pippinieddu” - Giuseppe piccolo e basso (poi ragioniere e segretario del Comune di Oria) – particolari riferiti dalla vedova Palazzo; detto organetto/bandoneon viene conservato dalla famiglia Caniglia Palazzo, mentre quello personale, suonato anche dai suoi figli, è conservato in casa di suo figlio Pasquale. Sapeva riciclare, lavorare il legno, costruire marionette; per leggere, soprattutto nella terza età, usava gli occhiali a pinza. Disponibile nel bisogno, cordiale e riservato, uomo di parola, severo e affettuoso, burbero, coraggioso e intrepido, forte e deciso, equilibrato nei giudizi e nelle iniziative, mostrava attaccamento alla famiglia, alla Patria, rispetto per la Monarchia, nei rapporti con i superiori aveva si era guadagnato fiducia e disponibilità nelle situazioni di bisogno, sapeva utilizzare al meglio le conoscenze, soprattutto nella ricerca di lavoro (garanzie e referenze con lettere di presentazione), dotato di buon intuito, per interessamento della sig.ra Isabella, moglie dell’on. Grassi, il Sottosegretario del Ministro dell’Interno, aveva preparato la domanda perché partecipasse al concorso per agenti di investigazione. Suo figlio Pasquale ricordava un aneddoto riferitogli da un vigile urbano: Giuseppe vide dal Sedile, allora sede dei Vigili, suo padre (falegname) che saliva in piazza Manfredi trasportando con grande sforzo sulle spalle una cassapanca da riparare e lui, non curante della divisa che indossava e dei colleghi che lo osservavano, gli andò incontro e, messosi sulle spalle la cassapanca, la trasportò sino alla bottega situata nei pressi del Sedile, in via S. Giovanni Piccolo. A volte la sera suonava l’organetto per far dormire i figlioletti. Al tiro alla fune era imbattibile. D’estate preferiva villeggiare in campagna e sparare qualche fuoco d’artificio preparato da lui stesso.

12.

Non ha lasciato testamento; rimane qualche manoscritto utile per analizzare altri tratti della sua personalità.

13.

Le residenze: via Vecchia Biblioteca, via Castiglione, piazza Justino De Iacobis, via Camillo Monaco 4. Durante il periodo estivo prendeva in fitto qualche campagna vicino a quelle degli altri parenti, in c/da Carnale (da Chiricoccia), Gallana, Pupini, Masone.

14.

Decesso: 11/4/1956 ( a 75 anni) a causa di un tumore alla prostata. Fumava qualche sigaretta al giorno; negli ultimi anni aveva l’enfisema. E’ sepolto nel cimitero di Oria, dopo l‘esumazione viene conservato nel loculo (con la moglie Fedela e la nipotina Luciana) della gentilizia del genero Vito Orsini.

15.

Fonti storiche e oggetti personali: orali, Archivio della Cattedrale di Oria, foto, medaglie, foglio matricolare, attestati e documenti manoscritti sono conservati dal nipote Angelo. Portò dall’America uno stereoscopio con cartoline/foto degli anni ’20, ora conservato dal figlio Vincenzo.

     

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     

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