Famiglia Galiano


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Galiano Francesca Dolorosa

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GALIANO FRANCESCA DOLOROSA PETRINA

(28/6/1904 – 14/11/1979)

Soprannome: “Pitocco”, detta familiarmente “Checchina”
Figlia di Giuseppe Cosimo Damiano Galiano di Angelo e di Fedela Pasqualina Carbone



Nata a Oria, secondogenita. Svolse diverse attività: sarta e ricamatrice, tabacchina, casalinga. Col marito Damiano Latorre ebbe sei figli.

01.

Nascita: nata a Oria il 28/6/1904, fu battezzata nella Cattedrale due giorni dopo.

02.

Secondogenita di dieci tra fratelli e sorelle: Luciano Francesco di Paola (dec. inf.), Francesca Dolorosa Petrina, Luciano Andrea, Angelo Cosimo Damiano, Cosimo Antonio, Michele, Giovanna Vincenza, Pasquale Antonio, Luisa Teresa, Vincenzo Genesio.

03.

Grado di istruzione: licenza elementare

04.

Stato civile: coniugata

05.

Descrizione fisica: h 170 cm, occhi celesti, capelli castani, colorito roseo, corporatura normale, mignolo e anulare delle due mani contratti per artrite deformante più evidente in età adulta (presente anche nella madre Fedela e nella sorella Giovanna Vincenza), accentuata per il lavoro di sartoria, calzava il n. 38, segno zodiacale cancro.

06.

Matrimonio: presso la Cattedrale, (pag. 471 dell’archivio) il 29/12/1927 sposò Latorre Damiano (detto Salvatore lu savaluru – proveniente da Sava) di Cosimo e Pastore Concetta. Padrini: Latorre Barsanofio e Pisani Andrea

07.

Figli: Cosimo (Oria, 28/10/1928, muratore), sposò nel 1956 Mirante Filomena di Antonio, da cui nacquero Damiano e Francesca; Fedela (Oria, 22/11/1930, tabacchina), sposò Perrucci Antonio (bracciante agricolo di Manduria, detto strazzuddu) di Filippo da cui nacquero Rosaria e Fabio; Maria Concetta Immacolata (Oria, 5/9/1933, casalinga), sposò Letizia Raffaele (impiegato) di Cosimo, da cui nacquero Damiano Antonio, M. Giuseppa Cernilia, Francesca, Giampiero; Mercedes Anna (Oria, 30/1/1938, infermiera), sposò Vammacigna Giacinto (commerciante) di Vincenzo, da cui nacquero Vito, Catiuscia e Stefania; Cristina M. Pia (Oria, 5/5/1940, contadina), sposò Dell’Aquila Salvatore (contadino) di Antonio, da cui nacquero Giuseppa e Antonella; Addolorata (Oria, 27/3/1944, operaia), sposò Antonino Vittorio di Antonio (tecnigrafo), da cui nacquero M. Teresa, Francesca Paola Pasqualina, Anna Maruska, Antonella Katia.

08.

Attività professionali preminenti o mestiere svolto: sarta e ricamatrice, aveva appreso tale professione dalla madre Fedela Carbone (la madre aveva molte discepole tra cui la nipote Maria Santa De Simone, detta Nina la bionda, figlia della sorella Adelina Carbone. La ricamatrice e sarta affermata “mestra Fidela”, sua madre, a sua volta proveniva da una famiglia di sarti (Antonio, il fratello, e Dantuccio, il nipote). Presso il loro laboratorio, in casa, prima che Francesca convolasse a nozze nel 1927, nonostante la contrarietà dei genitori per la giovane età, venivano confezionati abiti e ricami a seconda delle richieste, in particolare abiti da sposa (allora colorati) e da cerimonia per la promessa, abiti per le “verginedde” (a quei tempi erano donne adulte), lenzuola e federe ricamate, copricuscini a filè, detto “cuprituru”, ricami ad intaglio, calze, calzettoni, calze da notte, “limbottita”, trapunta e, successivamente materassi (negli anni ’70 – ’80). Avrebbe ricamato una tovaglia d’altare per la Cattedrale e confezionato negli anni le “cotte” ricamate per i sacerdoti del paese. Da una foto storica del 1925 (trovasi in calce alla scheda) che riguarda il laboratorio sartoriale gestito con la madre, occasionalmente assente dalla foto, si possono individuare: manufatti, attrezzi da lavoro, discepole ( tra queste vi era in prima fila a sinistra la futura cognata Titina, ambasciatrice tra Francesca e il fidanzato Damiano). Nel 1927, dopo il matrimonio, abitò in via Torre e poi in via Isonzo. L’abitazione del marito, quella di via Torre fu venduta per affrontare le spese sostenute a causa della gastrite ulcerosa del marito, ma soprattutto per il prosciugamento dei loro risparmi elargiti al dispendioso fratello di Damiano, Vito. Limitò notevolmente l’attività sartoriale per dedicarsi completamente alla famiglia (nascevano già i primi figli) e collaborare con Cernilia, la moglie del cognato Vito, nel doposcuola ai ragazzi delle elementari, ma anche con la madre Fedela, quando vi era il superlavoro sartoriale. Successivamente la vediamo impegnata con le figlie, ormai grandicelle, nelle varie fasi della lavorazione del tabacco (raccolto, filatura ed essiccazione) in più campagne messe a disposizione dai proprietari che in questo modo compensavano con le opere in muratura realizzate dal marito Damiano e dal figlio Mimino (case, piloni, forni): questa attività nel settore agricolo cominciò ad essere redditizia tanto da ingaggiare altre donne, assumendo lei il ruolo di coordinatrice. Durante la villeggiatura estiva protrattasi per vari anni si attivò, beneficiando ancora della collaborazione preziosa delle figlie, nell’allevare animali da cortile e nel coltivare ortaggi per la famiglia (contrade S. Domenico, Monteverde, Sant’ Angeli, Burdo). Aveva una particolare sensibilità per gli animali. Durante una sosta dei regnanti nel castello di Oria, avrebbe confezionato con la madre un vestito per la regina o per la principessa (notizia attendibile rivelata dalla figlia Concetta, ma tutto da verificare). Il figlio Cosimo lavorava come muratore presso ditte edili ma a volte anche con il padre Damiano. Per diversi anni entrambi hanno prestato lavoro con le maestranze impegnate ad ampliare il grande complesso dell’Istituto Antoniano Maschile, destinato in quegli anni ad ospitare centinaia di giovani, apostolini ed orfani. Dal 1953 (versione Ada), dal 1955 (versione Cristina) Francesca fu assunta in questo istituto nel settore sartoria, le figlie Fedela e Concetta, rispettivamente, in lavanderia e stamperia. Quando nel 1955 morì il marito Damiano lei era impegnata con le figlie nei magazzini di “Angiulinu lu pacciu” nella lavorazione dei fichi secchi e del tabacco. Chiuso il rapporto con l’Isitituto Antoniano, ha gestito dal 1958 con la figlia Cristina un negozietto di merceria. Ha voluto confezionare personalmente alle figlie (cinque) l’abito da sposa.

09.

Associazioni frequentate: Confraternita della Morte.

10.

Hobby, abilità e tratti della sua personalità: animo molto sensibile, propositivo e duttile a qualsiasi necessità della vita, gentile, disponibile al dialogo, serena, paziente, amante degli animali domestici, all’occorrenza infermiera e molto ben disposta a collaborare con l’ostetrica per far nascere i tanti nipotini in casa; sapeva neutralizzare gli ossiuri (calmare li viermi) con massaggi e preghiere secondo la tradizione popolare.

11.

Testamento:

12.

Residenze: in ordine di tempo: Via Torre, via Isonzo, via Roma, via Astore, via S. Maria al Tempio, corso Umberto, via Montenero, via Martiri di Belfiore, oltre a quelle estive elencate al n. 8.

13.

Decesso: per carcinoma all’utero (14 novembre del 1979), fu tumulata prima nella gentilizia dell’Arciconfraternita della Morte, poi in quella di Dell’Aquila Antonio dove è pure sepolto il marito Damiano.

14.

Fonti storiche e oggetti personali: fonti orali e scritte fornite dai figli Cosimo, Fedela, Anna, Cristina, Concetta e Ada. Alcuni oggetti personali li conserva Cristina, tra cui il telaio per il ricamo, il telaio per le maglie e le calze, la macchina accessoriata Singer, un centrino; un copricuscino, trasformato in centro tavolo viene conservato dalla nuora di Concetta.

     

     
     
     

Compilatore della scheda: Angelo Galiano (marzo 2010)


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