Famiglia Galiano


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Dammi la cicala mia, gallina

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DAMMI LA CICALA MIA, GALLINA, DAMMI LA CICALA MIA!


Il 1955 ero a villeggiare presso i nonni Peppino e Fedela nella campagna dei proprietari “Chiricoccia”, contrada Gallana.

Quell’anno, ricordo, fu ospite per qualche giorno anche un mio cuginetto, giunto da Milano, Pino di Zio Nzino e Zia Sina.
Ci demmo alle grandi avventure tra gli alberi. Era bello stare in libertà e a piedi scalzi. Lui si divertiva a prendere le cicale e a metterle nel panierino per poi contarle e darne qualcuna al nonno che con un pizzico di sadismo infilzava nella parte bassa dell’insetto una pagliuzza di grano, facendolo volare in alto come un razzo sibilante.


Ad un certo punto della caccia, Pino si accorse che la gallina gli aveva rubato una cicala e si stava dileguando. Pino rincorse la gallina inutilmente, urlando con un italiano-milanese per tutto il giardino: “Dammi la cicala mia, gallina, dammi la cicala mia!”. Arrivò dalla nonna Fedela accusando l’animale e reclamando la cicala. Lei lo calmò dicendogli che ne avrebbe trovate altre per la campagna, tanto ce n’erano a migliaia. Il sorriso divertito della nonna, anche se consolatorio per il piccolo, mascherava ben altro…

Angelo (Lino) Galiano





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