Famiglia Galiano


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CHE IELLA, SFORTUNATO ANCHE DA MORTO!

Ero un bambino di pochi anni, ma ha un vivo ricordo di zio Michele, per un aneddoto che vi voglio raccontare. Accadde intorno al 1943/44.
Un giorno passò da Mesagne, il paese dove vivevo con la mia famiglia, lo zio Michele. Aveva preso il treno da Oria per andare all’ospedale di Brindisi perché doveva curarsiuna fastidiosa emicrania che lo affliggeva da giovane e che in età adulta era diventata per lui una vera malattia degenerata in depressione, considerando anche l’esperienza amara quando era emigrato in America (questi particolari li seppi anni dopo).
allora. In un’altra visita mi aveva accompagnato in una calzoleria e da buon calzolaio volle comprarmi un bel paio di scarpe.
Questa volta però, si fermò a casa nostra per qualche oretta, e io assistetti da vicino ad un dialogo tra lui e mio fratello Pino, più grandicello di me (entrambi riconoscibili nella foto di quel periodo).
Se lo sedette sulle ginocchia e gli chiese cosa volesse fare da grande.


Lo zio poi gli propose: “Da grande devi diventare un aviatore, piloterai un aereo e sorvolando Oria sgancerai una bomba”.
Per me questo progetto allora era incomprensibile.
Col senno di poi e con le informazioni avute dai miei parenti, ho capito che in quel modo la bomba avrebbe eliminato la sua terra matrigna e quanti lo avevano osteggiato.
In realtà, ricordando la sua esperienza negativa negli anni precedenti, era molto amareggiato e deluso della vita: era andato in America per ben due volte in cerca di fortuna, prima a New York , poi a Buenos Aires e La Plata, ma era ritornato più povero di prima, vivendo del poco lavoro di ciabattino, anche se esperto in scarpe ortopediche e suonatore di tuba nella banda musicale di Oria e dintorni (per gli approfondimenti, v. nel sito di famiglia nella home page: rubriche - pagine di storia - Voglio andare in America e, in particolare, la scheda personale - Michele Barsanofio - nel settore 5 dell’albero genealogico).


Morto in Brindisi dopo qualche mese da questo aneddoto, e sepolto nel cimitero di quella città, non ebbe neanche lì serena sepoltura: gli aerei degli Alleati (Americani per giunta!), nella fase finale del conflitto bellico, bombardarono il cimitero di Brindisi e le sue ossa andarono disperse tra le macerie. Ironia della sorte: sfortunato anche da morto, e per mano degli Americani!

riportato da Angelo (Lino) Galiano
fonte orale: Angelo Galiano, figlio di Cosimo (Mesagne)



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